Un bagaglio, tanti sogni ed il kitesurf come professione.

Davide.
La sua casa il mondo.
Il suo guardaroba uno zaino di 10 kg (a cui ha applicato due ruote) in cui riporre: 2 felpe, 6 magliette, 1 pantalone lungo, 1 paio di scarpe da ginnastica, TRX ed elastici per allenarsi, 6 slip, 1 costume e tanti.. tanti sogni.
I sogni di un bambino, i sogni di un uomo che ha la fortuna di essere rimasto bambino nell’animo.
E come un bambino ha la fortuna di vivere nel momento presente..

“si gode il sole, l’aria salmastra della spiaggia, la meravigliosa distesa di sabbia. E’ qui ed ora. Non pensa al passato, non pensa al futuro. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità, intensamente; ne è assorbito da scordare ogni altra cosa”. [Osho]

Davide, un ragazzo come tanti. Nato a Modena nell’anno in cui Elvis pubblicava Good Times. Cresciuto tra Vignola, la città delle ciliege, e Castel San Pietro a pochi km da Imola. Una vita come tante. Un lavoro, gli amici, le feste, le avventure di una sera. Un lavoro che ti permette di toglierti qualche piccola soddisfazione. Pagarti una cena ogni tanto, un week end al mese ed una vacanza l’anno. Una vita normale. Che scorre lenta o forse troppo veloce per quello che offre. La vita che ogni genitore si aspetta dai propri figli. Poi quel giorno, quell’incidente. Un gravissimo infortunio sul lavoro lo costringe infermo in un letto di ospedale per molte settimane. Ed lì, ad un passo dalla morte, che tutto appare più limpido.
Ed è lì che..

“ho pensato che la mia vita doveva essere di più che collegare fili.. anche se come elettricista ci sono nato”

Era il 1995, ed un pensiero o meglio, un desiderio.. un sogno, si stava facendo strada nella mente di Davide.

Passano gli anni, cambiano le professioni e quel sogno, ormai diventato consapevolezza.. necessità, si fa sempre più nitido.

E’ l’avventura che contraddistingue il suo animo e sarà solo questione di momenti per spiccare il volo. Decidere per sé, per la propria vita. Decidere di uscire dalla “gabbia dorata” chiamata conformismo.

E’ la primavera del 2006, Davide lavora come barman in un noto locale di Bologna. E’ bello, conosciuto, stimato, ha molti amici ed ogni notte a lavoro è festa e puro divertimento.

Il ricordo di una vacanza con amici a Tarifa nel lontano 1995. Una meta carica di energia che chiama. Un amico, Vincenzo, con cui condividere la voglia di fuggire. Mollare tutto! La necessità di avventura, di non sapere mai che cosa accadrà domani. Vivere il qui ed ora.

Ed ecco date le dimissioni, venduto l’appartamento e liberato di ogni avere. Tazze, bicchieri, lampade, asciugamani. Una casa desiderata, arredata..

“ mi sono reso conto che non l’avevo voluta io quella vita.. che non avevo bisogno di tutto ciò per essere felice.. tante cose le ho regalate, altre vendute..”

“sono partito senza una meta e nemmeno il pensiero del kitesurf.. in quegli anni la moto, era la mia passione”

Tarifa rimasta nel cuore. Un amico, Vincenzo. Un piccolo bagaglio, un po’ di denaro ricavato dalla vendita frettolosa di quell’appartamento “scomodo”, un’auto (sostituita in seguito da un furgone)… è l’estate del 2006 ed inizia qui l’avventura.

“Un ostello. L’Otb, gestito da italiani ci accolse nel team. In cambio di un posto letto lavoravamo 3 ore al giorno dapprima come tuttofare e poi come barman”

“ Vivevamo in una stanza. Il Bunker. 8 posti letto. Dormivamo tutti insieme noi del killer team ma spesso i letti venivano affittati agli ospiti e non ci rimaneva che dormire in auto”

Il kitesurf entra nella vita di Davide per caso. Un offerta. Un corso a metà prezzo. 8 ore in 2 giorni con vento di Levante. 35 nodi. C kite. Primi prototipi. Poche sicurezze! La paura che accompagnava ogni uscita.

Poi arriva Lucas, ed è subito intesa. L’Amico. Quello la A maiuscola. L’Amico come un fratello.

lucas palmer e davide tonioni in kite and roll tarifa

Lucas, istruttore e proprietario della scuola Kite and Roll.

“Grazie a lui ho imparato a fare kite ed il mestiere di istruttore. Ho iniziato come assistente in cambio di materiale per fare pratica. La mattina lavoravo come elettricista e il pomeriggio mi fiondavo in spiaggia per imparare questo nuovo emozionante sport.. Ci ho messo tutta l’estate solo per partire dall’acqua!”

Il “viaggio” è già iniziato per Davide e per anni divorerà km e km in direzione Andalusia. Ogni primavera porterà con sé aria e voglia di Tarifa! Ogni stagione estiva profumerà di Spagna!

“Dopo un paio di rigidi inverni Bolognesi mi sono reso conto che avrei dovuto investire anche questa stagione come istruttore”

Ed ecco iniziato un susseguirsi di stagioni ed incarichi.

Nell’estate 2007 lavora come assistente-istruttore presso la scuola Kts di Tarifa.

Nel 2008 si qualifica con il corso istruttore Iko.

La miglior scuola (Kite Junkies) per condizioni contrattuali ed organizzazione, la trova in Egitto nell’inverno 2008.

Nell’estate 2009 lavora a Tarifa come manager e head istructor per la scuola Ocean Impact e nello stesso anno lascia il suo furgone. Inizia così l’era dell’aereo e di Ryanair, decisamente più rapido ed economico.

“tutto ad un tratto ho iniziato ad essere sempre in aeroporto!”

Estate 2011, Tarifa. Manager e head istructor presso la scuola Gisela Pulido. Affascinato e motivato dagli allenamenti di Gisela inizia a sganciare ed azzardare nuove manovre.

“Risultato: estate finita con un ginocchio zoppicante ed obbligato a lavoro statico di organizzatore corsi ed inerenti”.

La peggior esperienza che abbia mai fatto la ricorda in Grecia presso una scuola italiana: quotidiano clima di tensione con un titolare privo di alcun rispetto a livello umano. Esperienza che lo ha però anche forgiato, fatto crescere, preteso di più da se stesso.

“è nelle situazioni più dure che ho imparato le migliori lezioni di vita”

La miglior esperienza la ricorda a Tarifa, estate 2015. Collaborando come manager ed istruttore all’avviamento della scuola Kite and Roll dell’amico Lucas Palmer.

davide tonioni durante una lezione kitesurf a tarifa

“progetto a cui ho dedicato più amore per l’amicizia che mi lega con Lucas”

Davide: serio, instancabile, responsabile. Una volta entrato nel mondo del kitesurf è stato “travolto” da un susseguirsi di agganci che gli hanno permesso di lavorare da est ad ovest, in svariati paradisi terrestri.

Messico, Thailandia, Portogallo altre mete che ha visitato ed in cui ha lavorato.

“insegnare non è mai stato il mio sogno.. il caso mi ha portato fin qui. Ci sono giorni che proprio non mi va. Ma il riscontro positivo dei miei alunni mi gratifica a tal punto da rendermi conto che sono diventato bravino. Ed i progressi dei miei studenti sono la soddisfazione che mi fa amare e mettere tutte le energie in questo lavoro.”

lezione kitesurf di davide tonioni in messico

Attento, tecnico, esigente.

“a volte inizio ad alzare la voce quando i miei alunni sono in mare e non stanno seguendo le direttive.. i miei colleghi pensano che sia impazzito”

Pretende Davide, pretende che non si sbagli niente. Poco spazio è concesso agli errori. E’ abituato alle condizioni difficili, spesso estreme di Tarifa. Lo preoccupa la possibilità che un alunno possa farsi male ed per questo che investe molte, molte energie nell’insegnamento in particolare di tutte le norme di sicurezza.

“faccio la faccia tesa quando un alunno fa troppo di testa sua e prova cose che non gli sono state insegnate”

E’ un insegnamento olistico quello di Davide. Il rispetto per il mare. La fiducia nei confronti del vento. Insegna a “non aver paura” offrendoti tutte le conoscenze per poter affrontare qualunque condizione ed evenienza.

“ho visto troppa gente farsi male ed anche perdere la vita per superficialità ed incompetenza”

“preferisco essere ricordato come l’insegnate prolisso che insisteva sul self rescue piuttosto che il simpaticone che non me lo ha insegnato!”

Ogni nuovo corso è una sfida per Davide. E’ un misurarsi con se stesso, migliorarsi ed insegnare ogni volta con più efficacia ed allegria.

“Sono molto tecnico, lo riconosco, ci tengo a fornire ai miei alunni tutte le conoscenze necessarie ma in un clima di serenità e gioco”

L’acqua è il suo elemento, il vento il suo alleato e con dote naturale oggi insegna ai suoi studenti ad entrarvi in sintonia.

E pensare che 35 anni fa. Quel bambino di 8 anni, il suo primo trauma, l’ha vissuto proprio con il mare.
Vacanze estive. Toscana, Marina di Massa. Davide sta giocando sulla riva quando un’onda lo travolge e lo porta con sé. Non sa nuotare. Le onde. La corrente. La sensazione di “non respirare”. Il mare che domina.
I genitori, seppur con difficoltà lo soccorrono prontamente. Pericolo scampato!

Ma quella volta lì, per la prima volta, Davide non si sente invincibile.

“da bambino pensi di essere un supereroe, non percepisci il pericolo tanto meno le conseguenze di azioni azzardate.. ne ho combinate da piccolo! Cadute e contusioni ogni giorno!”

Ma quella volta lì Davide ha avuto paura e per molti anni non si riavvicinerà all’acqua.

foto di davide tonioni surf a tenerife
“E’ con il kite che ho affrontato i miei timori.. e con il surf che li ho superati”

Da 10 anni il mondo la casa di Davide, e nel suo “navigare” ha avuto la fortuna di fare kite anche a Los Roques, Combuco, Taiba, Paracuru, Jericoacoara, San Miguel do Gostoso.

“In Italia ho fatto kite solo un’ora in Sardegna nel 2014” .. ebbene si!

E rincontrare casualmente in spiaggia, dopo anni, i suoi ex alunni e vederli fare evoluzioni: trick, loop, sganciati.. è gioia e grande soddisfazione. E’ la parte bella del suo lavoro!

Un istruttore che ha lavorato in laguna, mare, con shore break, light wind, strong wind, vento rafficato, direzione off shore. In spiagge affollate con decine e decine di kite. Mai un incidente e meno di 10 kite riparati in 10 anni.

Dna Airush il miglior brand ed ala con cui ha lavorato. Economico, semplice, versatile, resistente.

“Ala robusta, facile da trimmare, non sventa ed ha un tiro perfetto per un principiante”

Molti spot hanno condizioni climatiche e marine variabili. Oggi vento forte e rafficato domani debole e onshore. Il materiale perfetto secondo Davide si adatta alla variabilità di condizioni e quando questo non accade è necessario intervenire sui materiali (linee più o meno corte, trimmaggio etc…) per poter affrontare ogni condizione a beneficio dell’alunno.

“L’ideale sarebbe poter disporre di un mix di ali da vari brand consapevole del fatto che economicamente non è la scelta che una scuola può e decide di seguire”

Ha lavorato per scuole di livello che ricorda con piacere. Ha rivestito incarichi gratificanti ma si è trovato in altrettante situazioni poco piacevoli.
La vita che ha scelto è una vita semplice, fatta di poche cose materiali. Spesso di solitudine ma anche molta condivisione. E non è sempre così banale saper e dover condividere: spazi, idee, abitudini.

Agli occhi di molti può sembrare una scelta facile. Una vita a piedi scalzi, sabbia tra le dita, il vento nei capelli. Festa la sera ed il giorno dopo in “ufficio”: un bungalow in riva al mare.
Una scelta sudata invece. Una scelta guadagnata che si costruisce ogni giorno mettendo un mattoncino senza sapere domani cosa accadrà.

“la vita che faccio me la sono cercata, voluta, creata.. ed è solo grazie alla mia caparbietà che oggi sono sereno e vivo libero come ho sempre desiderato”

Libero da imposizioni. Libero di scegliere dove e quando lavorare. Di scegliere i suoi superiori, lavorare per una scuola o freelance.

Di rincorrere la prossima onda da surfare o fermarsi un momento per riposare.

Pochi soldi in tasca, quelli che servono per una tequila ed un cappuccino al mattino.
Il cappuccino? il caffè? Beh, forse una delle poche cose che gli manca dell’Italia. Tortellini, piadine, crescentine, formaggi, salumi ed i meravigliosi colli bolognesi; ciò che ama assaporare e godersi ogni volta che torna a trovare la famiglia, seppur per poche settimane.

Il resto non si compra. La libertà non ha prezzo. Davide l’ha capito ed ha avuto il coraggio di “fare il salto” ed intraprendere il suo viaggio.

Quando si fermerà?

Forse mai…

davide tonioni foto messico

Grazie a Davide Tonioni per avermi concesso il privilegio di poter scrivere e rivivere la sua emozionante scelta.. la sua vita!

La Cappe.

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